Condividere la propria vita con un cane è un’esperienza unica per tutti, ma talvolta diversa per ognuno. Accogliere un morbido cucciolo nella propria famiglia regala gioia e allegria. La sua vivacità, il suo modo timido o a volte irruento di avvicinarsi a tutti, leccare le mani in segno di amicizia, giocare ininterrottamente per ore e poi crollare all’ improvviso stanco per dormire altrettante ore, il suo abbaiare allo specchio quando si vede per la prima volta, pensando che ci sia un altro cane di fronte a lui, il suo correre felice al parco con gli altri cani, esprimendo tutta la spensieratezza, il cercarci continuamente perché non vuole rimanere solo: questo e tanto altro è bellissimo da vedere, emozionante da vivere. E ancora, l’odore che hanno solo i cuccioli e che presto svanirà perché sarà adulto nel giro di pochi mesi, il suo pelo ancora morbido, le proporzioni ancora indefinite, il musino tenero e indifeso… Sono attimi meravigliosi e fugaci, momenti da godere subito, senza perdere tempo o rimandare a domani perché domani l’odore da cucciolo già starà svanendo, il morbido pelo già starà lasciando il posto alla tessitura dell’adulto, le proporzioni inizieranno a definirsi. Un cucciolo è meraviglioso. Scegliere di accoglierne uno è fantastico, l’affetto e la fedeltà che saprà donarci sono meravigliosi.

Qualunque motivo ti spinga a prendere un cane deve essere accompagnato dall’irremovibile consapevolezza di doversi rendere totalmente responsabile della vita di un animale, altrimenti non è sufficiente a motivare la scelta di adottarne uno. Questo concetto è fondamentale: un cane ha bisogno di fare delle passeggiate diverse volte al giorno, talvolta necessita di essere addestrato, talora di cure mediche, di affetto e di essere mantenuto pulito e in salute, grazie a un’igiene costante e a una corretta alimentazione. E poi c’è il tempo in coda dal veterinario, quello perso a girovagare per i prati aspettando che lui si decida a farla…insomma, se il tempo è denaro, il cane è un grande spendaccione. Ma qualcuno diceva che “è il tempo che dedichi alla tua rosa, che la rende così speciale” (Il Piccolo Principe).

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